Il rito funebre e le pompe funebri

Un rito funebre è qualcosa di molto antico che nel corso della storia ha subito diversi cambiamenti e adattamenti alle religioni che gli stati si sono date.

Nell’antichità accompagnare il defunto verso il trapasso era considerato un vero e proprio rito ed era una prassi a tutti gli effetti sacra, ancora oggi si impiegano i termini onoranze funebri per sottolineare che il passaggio dalla vita alla morte, gestito da imprese qualificate , è qualcosa che riguarda l’onore del defunto. 

Termini come pompe funebri, al di là del significato popolare che è stato fornito a queste parole, richiamano proprio dell’onore e al passaggio del defunto, ma per capirli dobbiamo tornare indietro nella storia dei riti funebri.

 

° Pompe funebri e rito funebre

Attualmente per pompe funebri si fa riferimento con un espressione popolare all’impresa che si occupa del rito funebre di un defunto.

L’impresa come noto viene incaricata dalla famiglia della persona defunta.

Ma la parola pompa richiama ad una storia davvero molto interessante, evoca religioni ben più antiche di quella cristiana.

La pompa funebre è il rito funerario stesso, nel suo significato originario, e per come viene sottolineato anche da Wikipedia.

In passato le deità pompiche erano quelle che accompagnavano la persona defunta verso un altro stadio, il culto della morte era molto diverso da quello previsto per le religioni successive e prevedeva diverse pratiche agite dalle comunità che partecipavano a questi cerimoniali anche prima del corteo funebre, le divinità coinvolte erano dotate del potere di favorire un passaggio sereno dell’anima della persona defunta.

Anche il rito funebre era molto diverso.

Tracce di queste diversità sono state trasportate nella cristianità, esempi ne sono quelli relativi all’abitudine di mangiare dopo aver celebrato il funerale, oppure quella di accompagnare il defunto con canti, suoni e lamenti.

Il lamento funebre era una prassi molto antica che faceva parte del rito funebre e che è stata adottata anche in Italia, in singoli luoghi d’Italia, fino a più di metà del ‘900.

Il lamento funebre era effettuato esclusivamente dalle donne del paese dove risiedeva in vita la persona defunta, e tale rito accompagnava il defunto nel passaggio dalla vita alla morte.

 

° Dante Alighieri e Caronte

Per comprendere il passaggio dai culti antichi nei quali erano previste divinità che accompagnavano le persone defunte nel passaggio dell’anima, al cristianesimo successivo occorre osservare Dante e la sua Divina Commedia.

Caronte era nel mito greco il trasportatore delle anime dei defunti.

Dante Alighieri nella Divina Commedia integrò un mito pagano greco nella religione cristiana, esempi di questo genere nei passaggi storici tra diverse religioni avvennero con frequenza, per cui anche il sommo poeta scelse di agire in tal senso.

Caronte era però solo un traghettatore, con la sua barca, le divinità psicopompiche, definizione che significa:

  • psico (anima)
  • pompiche (traghettanti)

non sono sempre state uguali nel tempo.

Ben prima di Dante Alighieri e di Caronte queste figure del mito avevano compiti differenti. Caronte accompagna solo le anime dei defunti e non era considerato un Dio, invece Iside (il cui culto nell’Impero Romano è durato moltissimo) era una Dea che accompagnava anche le anime dei vivi nell’aldilà, e questo la ricollega a spiritualità molto antiche, a quelle che vengono definite come pratiche animistiche.

 

° L’impresa funebre

L’attività delle pompe funebri attualmente rientra nell’ambito delle Norme del Settore Funerario che sussistono sia a livello nazionale che regionale.

La storia ed il mito si sono intrecciati per molti secoli, e ciò è avvenuto anche con delle pratiche e dei riti che via via si sono andati a perdere anche a causa delle normative sulla pubblica sicurezza.

Ma fare un salto nel passato, nelle celebrazioni antiche è sempre interessante.

By Erika

“Non mandatemi fiori quando sarò morto. Se vi piaccio, mandatemeli quando sono vivo.”